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Il finanaziamento aggiuntivo: una misura necessaria

L’assicurazione invalidità (AI) è strettamente legata all’assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS). Entrambe fanno parte del primo pilastro ed inoltre l’AVS aiuta a mantenere economicamente l’AI: se quest’ultima non sarà risanata, sono a rischio non solo le rendite di invalidità, ma anche le rendite di vecchiaia.

aggiunto il 25 giugno 2009, articolo pubblicato sul numero di OL del 29 maggio 2009

È noto che l’AI versa in gravi condizioni finanziarie. I motivi che hanno portato questa importante assicurazione sociale alla situazione attuale sono essenzialmente due: da una parte si è verificato negli ultimi anni un inarrestabile aumento del numero delle rendite e dall’altra il sistema di finanziamento risulta essere insufficiente. Il primo aspetto è stato parzialmente affrontato dalla 5a revisione della legge. Per il secondo, il prossimo 27 settembre 2009 saremo chiamati a votare il finanziamento aggiuntivo dell’AI. I debiti dell’AI hanno toccato alla fine del 2008 i 13 miliardi di franchi e ogni anno aumentano 1,5 miliardi di franchi. Questa condizione mette in serio pericolo l’esistenza dell’intero primo pilastro. Infatti, secondo il sistema attuale, i debiti e i passivi dell’AI sono coperti dal Fondo di compensazione AVS. Pertanto la situazione di squilibrio in cui si trova il bilancio dell’AI minaccia pure l’AVS. Il finanziamento aggiuntivo permetterebbe all’AVS di liberarsi del peso dell’AI.

Inizialmente il messaggio sul finanziamento aggiuntivo era parte integrante del messaggio del Consiglio federale inerente alla 5a revisione della legge del giugno 2005. In questa prima fase il Governo federale proponeva di incrementare i contributi salariali di 0.1 punti percentuali, nonché di aumentare linearmente l’imposta sul valore aggiunto (IVA) di 0.8 punti percentuali. Nel febbraio 2006 si decide di trattare i due progetti separatamente. Dopo le discussioni parlamentari, alla riunione di conciliazione per appianare le divergenze, avvenuta durante la sessione estiva 2008, le due Camere decidono per un aumento dell’IVA proporzionale, vale a dire dello 0.4%, dello 0.1% e dello 0.2% situandosi rispettivamente all’8% (aliquota normale), al 2.5% (aliquota ridotta per i beni di prima necessità) e al 3.8% (aliquota speciale per il settore alberghiero). L’aumento è previsto limitato nel tempo, ossia dal 2010 al 2016. Inoltre il disegno prevede che l’AI riceva un capitale iniziale. Quest’ultima misura presuppone che l’AI sia dotata di un fondo di compensazione autonomo con un capitale di partenza di 5 miliardi di franchi versato dal Fondo AVS, di cui gli interessi passivi, durante tutto il periodo in cui vigerà l’aliquota IVA più alta, saranno a carico integralmente della Confederazione.

Per risanare a lungo termine la situazione in cui l’AI si trova non è sufficiente applicare più severamente la legge, combattere contro gli abusi ed introdurre maggiori misure reintegrative efficaci. Sicuramente la 4a revisione ed in particolare la 5a revisione, entrata in vigore il 1° gennaio 2008, hanno dotato gli uffici AI di nuovi strumenti per favorire la reintegrazione e di conseguenza limitare il più possibile l’accesso al diritto alla rendita. A partire dal 2007 il numero delle nuove rendite in Svizzera ha cominciato a diminuire. La tendenza ha proseguito negli anni successivi con una diminuzione, rispetto al 2003 che costituisce l’anno record, del 35%. Tuttavia non basta per diminuire il deficit annuale, anche se ne influisce il contenimento.

La recente riforma ha introdotto alcune misure di risparmio, come ad esempio l’abolizione del diritto acquisito alla rendita completiva per coniugi. Ha inoltre inasprito l’accesso alla rendita, condizionandola al versamento dei contributi per almeno tre anni. Tali provvedimenti erano socialmente sostenibili. Per contro, le discussioni emerse durante la campagna di votazione del 2007 sulla 5a revisione dell’AI hanno evidenziato come un ulteriore taglio delle prestazioni possa mettere in serio pericolo la sua credibilità. Essa perderebbe il suo ruolo fondamentale all’interno del sistema di sicurezza sociale e non potrebbe portare avanti gli obiettivi affidatele in origine, in particolare garantire l’esistenza delle persone colpite da un danno alla salute e che per questo subiscono un grave svantaggio economico. Ridurre l’importo della rendita, che corrisponde in media a fr. 1'600.--, significherebbe pesare sulle casse cantonali (prestazioni complementari e assistenza). Si rischierebbe inoltre di non raggiungere i benefici posti dall’ultima revisione, per la quale si sono effettuati investimenti per permettere all’AI di agire più efficacemente nell’ambito della reintegrazione professionale e di evitare l’esclusione dal mondo lavorativo.

Economicamente stiamo vivendo un momento delicato. Nei periodi di maggiori difficoltà è molto importante potersi affidare ad assicurazioni sociali solide, in grado di garantire la giustizia sociale. Per questo motivo il finanziamento aggiunto è giustificato e più urgente che mai.

Avv. Monica Maestri
Capoufficio AI

 

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